Con l’avanzare dell’età e l’esposizione ad alcuni fattori predisponenti è relativamente frequente che si possa assistere a un deterioramento di funzioni importanti del cervello, a partire dalla qualità e durata della memoria. Il timore maggiore è ovviamente che questa condizione, definita lieve declino cognitivo, possa peggiorare e aggravarsi tanto da limitare le capacità dell’individuo fino a una vera e propria demenza, che tuttavia non si verifica necessariamente.

La prevenzione del decadimento cognitivo

La priorità ovviamente è la prevenzione, da attuarsi con:

  • sano stile di vita
  • dieta equilibrata ricca in vegetali e povera in dolci e cibi raffinati
  • attività fisica
  • non esposizione al fumo di sigaretta
  • controllo dell’ipertensione arteriosa
  • controllo dei valori metabolici per prevenire ipercolesterolemia e diabete
  • mantenimento di buoni rapporti sociali, per evitare l’isolamento e la depressione

Quando la persona interessata o le persone che la circondano si accorgono dei primi segni di decadimento delle capacità mentali è opportuno un rapido inquadramento da parte di uno specialista.

Dove vi siano condizioni modificabili è necessario correggerle, perché spesso questo è di per sé sufficiente a migliorare il quadro o comunque a rallentare la progressione del decadimento cognitivo

Alimentazione e nutraceutici contro la demenza

Importante l’alimentazione. In particolare le carenze nutrizionali da compensare, a questo scopo, sono quelle che riguardano principalmente:

  • vitamine
  • sali minerali
  • acidi grassi Omega3

La sintomatologia può anche essere migliorata dall’utilizzo di alcune sostanze di origine naturale, ovvero fitoterapici e nutraceutici, che hanno dimostrato effetti interessanti in alcuni studi clinici ben condotti. Ecco due esempi:

  • Il Ginkgo biloba è uno degli estratti vegetali più studiati ed efficaci, ma ha la tendenza ad aumentare il rischio di emorragie a livello di stomaco e intestino in pazienti che assumono farmaci anticoagulanti, condizione frequente negli anziani con declino cognitivo iniziale
  • La Bacopa monnieri in questo senso è più maneggevole: i suoi estratti hanno dimostrato di migliorare i risultati dei test cognitivi e la percezione di benessere in pazienti moderatamente anziani con declino cognitivo iniziale, senza apparenti rischi di effetti collaterali o interazioni rilevanti con i farmaci di uso più comune

Altri nutraceutici potenzialmente utili sono:

  • la fosfatidilserina
  • la vitamina E
  • l’astaxantina
  • la curcumina e il resveratrolo, che possono svolgere effetti protettivi sulle cellule nervose, ma solo quando somministrati in formulazioni farmaceutiche che ne migliorino l’assorbimento, generalmente scarso

Fonti
– Rutjes AW et al., “Vitamin and mineral supplementation for maintaining cognitive function in cognitively healthy people in mid and late life.”, Cochrane Database Syst Rev. 2018 Dec 17;12:CD011906. doi: 10.1002/14651858.CD011906.pub2.
– Pipingas, K. et al, “Assessing the Efficacy of Nutraceutical Interventions on Cognitive Functioning in the Elderly”., Current Topics in Nutraceutical Research,13 1-17., 2012
– D’Cunha NM et al, “Effect of long-term nutraceutical and dietary supplement use on cognition in the elderly: a 10-year systematic review of randomised controlled trials”, British Journal of Nutrition, Volume 119, Issue 3 14 February 2018 , pp. 280-298